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Ecco le ricette che abbiamo trovato per te

345 risultati trovati con una ricerca vuota

  • macco di fave ( con seppie al nero)

    Un piatto che profuma di Sicilia e di cucina di casa. Il macco di fave è una ricetta antica, di quelle fatte con pochi ingredienti e cotture lente: fave e cipolla che si trasformano in una crema morbida, avvolgente. Accanto, le seppie al nero. Intense, saporite, con quel sughetto che dà profondità e crea un contrasto perfetto con la dolcezza delle fave. Semplice sulla carta… ma quando lo assaggi capisci tutto. Ingredienti (4 persone) 300 g fave secche decorticate 1 cipollotto 500 g seppie pulite 200 g pomodorini 1 spicchio d’aglio 1/2 bicchiere vino bianco 2 sacche di nero di seppia olio extravergine d’oliva sale Procedimento Macco di fave In una casseruola faccio appassire il cipollotto con un filo d’olio.Aggiungo le fave e copro con acqua. Lascio cuocere finché diventano morbide e cremose.Regolo di sale e, se serve, frullo leggermente per ottenere una consistenza liscia ma ancora rustica. Seppie al nero In padella parto con aglio e olio.Aggiungo le seppie tagliate a striscioline e le faccio rosolare bene. Sfumo con il vino bianco e lascio evaporare.Unisco i pomodorini e porto a cottura. Solo alla fine aggiungo il nero di seppia, mescolo e spengo: così il colore resta intenso e il sapore più pulito. Impiattamento Sul fondo del piatto metto il macco di fave bello caldo.Adagio sopra le seppie al nero con il loro sughetto. Chiudo con un filo di olio extravergine a crudo. Consigli Se vuoi un macco più vellutato, frulla completamente; se lo preferisci rustico, lascialo così. Il nero di seppia va aggiunto a fine cottura per mantenere colore e profumo. Puoi aggiungere menta fresca o finocchietto per una nota più fresca.

  • Panini vortice al pomodoro e origano:La ricetta con l’impasto della rosticceria siciliana

    Ci sono impasti che in cucina diventano dei veri passe-partout , e uno dei miei preferiti è sicuramente quello della rosticceria siciliana . È lo stesso impasto che in Sicilia si usa per le pizzette da bar, per i rollò o per tante preparazioni salate soffici e irresistibili. Ha una caratteristica che lo rende unico: è morbido, leggermente dolce e incredibilmente versatile . Questa volta ho deciso di usarlo in modo un po’ diverso.Invece delle classiche pizzette ho preparato dei panini vortice al pomodoro e origano . Li ho chiamati così perché l’impasto si arrotola su se stesso formando una spirale , proprio come un piccolo vortice. Una forma semplice ma scenografica che, una volta cotta, sprigiona tutto il profumo del pomodoro e dell’origano. Il risultato sono panini soffici, dorati e profumatissimi , perfetti per un aperitivo, un buffet o semplicemente da portare in tavola ancora tiepidi. Ricetta dei panini vortice al pomodoro e origano Ingredienti (per circa 10–12 panini) 500 g farina 00 3 g lievito di birra secco (oppure 8 g fresco) 50 g miele millefiori 50 g strutto morbido 10 g sale 250–270 ml acqua tiepida Per la finitura 3–4 cucchiai di passata di pomodoro origano secco olio extravergine d’oliva Procedimento Preparazione dell’impasto In una ciotola versa la farina e il lievito.Aggiungi il miele e una parte dell’acqua tiepida e inizia a impastare. Unisci lo strutto morbido e continua a lavorare l’impasto fino a farlo assorbire completamente. Aggiungi quindi il sale e la restante acqua poco alla volta, continuando a impastare fino a ottenere un composto liscio, morbido ed elastico . Prima lievitazione Copri l’impasto con un canovaccio e lascia lievitare per circa 2 ore , finché raddoppia di volume. Formatura dei panini vortice Stacca pezzi di impasto da circa 80 g . Forma un piccolo salsicciotto di pasta e poi arrotolalo su se stesso creando una spirale. Disponi ogni spirale all’interno di uno stampo da muffin leggermente oliato . Condimento Spennella la superficie con un velo di passata di pomodoro , aggiungi origano secco e completa con un filo di olio extravergine d’oliva . Seconda lievitazione Lascia riposare i panini per 30 minuti , così diventeranno ancora più soffici. Cottura Cuoci in forno statico a 180°C per circa 20 minuti , finché i panini saranno dorati in superficie e morbidi all’interno. Il profumo della rosticceria siciliana Quando escono dal forno questi panini vortice al pomodoro e origano hanno proprio il profumo delle pizzette della rosticceria siciliana appena sfornate . Il pomodoro si asciuga leggermente in cottura, l’origano sprigiona tutto il suo aroma e l’impasto resta soffice e fragrante . Sono panini semplici ma pieni di carattere, di quelli che metti sul tavolo e spariscono in pochi minuti . Perfetti per: aperitivi buffet brunch salati merende sfiziose E sono ancora più buoni appena tiepidi

  • Pancakes soffici alla ricotta con salsa ai mirtilli freschi

    Ci sono mattine in cui la colazione merita qualcosa di diverso dal solito. Questi blueberry pancakes alla ricotta sono soffici, profumati e pieni di mirtilli. La ricotta nell’impasto li rende incredibilmente morbidi, mentre la coulis di mirtilli fatta in casa aggiunge una nota fresca e leggermente acidula che bilancia perfettamente la dolcezza dei pancakes. Sono perfetti per un brunch della domenica, una colazione lenta o quando si ha voglia di portare in tavola qualcosa di semplice ma scenografico. Ingredienti (per circa 8 pancakes) Per i pancakes 200 g di ricotta fresca 120 g di farina 00 2 uova 40 g di zucchero 100 ml di latte 1 cucchiaino di lievito per dolci 1 pizzico di sale 80 g di mirtilli freschi burro o olio per la cottura Per la coulis di mirtilli 200 g di mirtilli 40 g di zucchero di canna succo di mezzo limone 2 cucchiai di acqua Come preparare i blueberry pancakes alla ricotta 1. Prepara la coulis di mirtilli In un pentolino unisci mirtilli, zucchero, succo di limone e acqua. Cuoci a fuoco medio per circa 5–6 minuti, finché i mirtilli iniziano a disfarsi e la salsa diventa leggermente densa. Frulla con un mixer a immersione oppure lascia la salsa rustica. Tieni da parte. 2. Prepara l’impasto dei pancakes In una ciotola lavora la ricotta con le uova e lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungi il latte e mescola bene. Unisci quindi: farina setacciata lievito pizzico di sale Mescola fino a ottenere un impasto liscio. Incorpora delicatamente i mirtilli freschi. 3. Cuoci i pancakes Scalda una padella antiaderente con una piccola noce di burro. Versa un mestolino di impasto per ogni pancake. Cuoci 2 minuti per lato, finché diventano dorati e soffici. Come servire i pancakes ai mirtilli Disponi i pancakes uno sopra l’altro creando una piccola torre. Versa sopra la coulis di mirtilli e completa con: qualche mirtillo fresco zucchero a velo oppure un cucchiaio di yogurt o ricotta. Consiglio dell’Orso Se vuoi pancakes ancora più soffici, lascia riposare l’impasto 10 minuti prima della cottura. In questo modo il lievito inizierà ad attivarsi e la consistenza sarà ancora più leggera.

  • Pizzette da bar con impasto da rosticceria siciliana

    La rosticceria siciliana è qualcosa di unico: un impasto soffice, leggermente dolce e incredibilmente versatile. È proprio questa la sua forza, perché puoi usarlo sia per preparazioni salate che dolci. È l’impasto delle pizzette da bar, dei pezzi di rosticceria che trovi in ogni angolo della Sicilia. Quelle morbide, profumate di pomodoro e origano, che funzionano sempre: a un aperitivo, in un buffet o anche semplicemente quando hai voglia di qualcosa di buono. Io lo considero un vero passe-partout in cucina .E queste pizzette da bar sono una di quelle ricette che rifaccio spesso. E sì, te lo dico: sono buonissime anche fredde. puoi trovare altre ricette siciliane sul mio libro Cartoline dalla mia Sicilia Ingredienti per circa 15 pizzette da bar Per l’impasto (rosticceria siciliana) 500 g farina 00 3 g lievito di birra fresco 50 g miele millefiori 50 g strutto morbido 1 cucchiaio olio extravergine di oliva 10 g sale 250 g acqua Per il condimento sugo di pomodoro ciliegino olio extravergine di oliva origano sale mozzarella per pizza a fettine sottili basilico fresco Parmigiano grattugiato Come preparare le pizzette da bar siciliane Preparare l’impasto In una ciotola capiente metti la farina, il lievito, il miele millefiori, lo strutto e l’olio extravergine di oliva. Inizia a impastare unendo l’acqua poco alla volta. Quando l’impasto prende forma, aggiungi anche il sale. Trasferisci sul piano di lavoro e impasta fino ad ottenere un composto morbido, elastico e ben incordato . Prima lievitazione Metti l’impasto in una ciotola leggermente oleata, copri con pellicola e lascia lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio.Ci vorranno circa 2 ore . Formare le pizzette Dividi l’impasto in palline da circa 80 g ciascuna . Disponile su una teglia rivestita con carta forno e schiacciale delicatamente con le dita formando dei dischi. Lascia lievitare ancora 30 minuti . Condimento e cottura Nel frattempo condisci il sugo di pomodoro con sale, olio e basilico. Su ogni pizzetta aggiungi: un cucchiaio di pomodoro una spolverata di Parmigiano origano Cuoci in forno statico a 200°C per circa 10 minuti . Sforna, aggiungi una fettina di mozzarella e rimetti in forno per 1 minuto , giusto il tempo di farla sciogliere. Completa con basilico fresco e un filo d’olio a crudo. Consigli per pizzette perfette L’impasto deve risultare soffice e leggermente dolce , è la sua caratteristica. Non esagerare con il pomodoro: le pizzette devono restare leggere. Sono perfette anche il giorno dopo, ideali per buffet e brunch.

  • Sfinci di San Giuseppe: La Tradizionale Ricetta Siciliana con Crema di Ricotta

    Quando entri in una pasticceria siciliana , rimani subito colpito dalla maestosità dei dolci. Vetrine piene, colori vivaci e profumi intensi. Sono piccole opere d’arte della tradizione. Quando si avvicina la Festa del Papà , il 19 marzo, c’è un dolce che non passa inosservato: le Sfinci di San Giuseppe , in dialetto siciliano chiamate anche “spince” . Sono lì, in bella mostra nelle vetrine delle pasticcerie. Ma cosa sono le spince? Altro non sono che enormi bignè fritti , dalla consistenza soffice e spugnosa, farciti e ricoperti con una generosa crema di ricotta . Sopra non mancano mai le decorazioni della tradizione: scorzette di arancia candita, ciliegie candite e granella di pistacchio . Il nome sfincia deriva dal latino spongia , cioè “spugna”. E non è un caso: per consistenza e volume questo dolce ricorda proprio una spugna morbida capace di accogliere tutta la cremosità della ricotta. Tradizionalmente le sfinci di San Giuseppe vengono preparate il 19 marzo , giorno dedicato a San Giuseppe e alla festa del papà. Un dolce simbolo della pasticceria palermitana , ricco, generoso e profondamente legato alla tradizione siciliana. Oggi vi racconto la ricetta delle sfinci di San Giuseppe con crema di ricotta , uno dei dolci più amati della Sicilia. Ingredienti per circa 10-12 sfinci di San Giuseppe Per l’impasto 250 ml acqua 50 g burro 10 g zucchero 5 g sale 150 g farina 00 4 uova medie olio di semi per friggere Per la crema di ricotta 700 g ricotta di pecora 250 g zucchero 80 g gocce di cioccolato fondente Per decorare scorza di arancia candita ciliegie candite granella di pistacchio zucchero a velo Come preparare le sfinci di San Giuseppe Preparare la crema di ricotta Per ottenere una crema liscia e vellutata, la ricotta deve essere ben scolata. Lasciatela riposare alcune ore in frigorifero dentro un colino. Setacciate la ricotta in una ciotola, unite lo zucchero e lavorate il composto fino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Aggiungete le gocce di cioccolato e conservate la crema in frigorifero fino al momento di utilizzarla. Preparare l’impasto delle sfinci In un pentolino versate acqua, burro, sale e zucchero e portate a ebollizione. Quando il burro sarà sciolto, aggiungete la farina tutta in una volta e mescolate energicamente con un cucchiaio di legno. Continuate a cuocere l’impasto per qualche minuto finché non si staccherà dalle pareti formando una palla compatta. Trasferite il composto in una ciotola e lasciatelo intiepidire. Aggiungete le uova una alla volta , mescolando bene dopo ogni aggiunta fino ad ottenere un impasto morbido e cremoso. Friggere le sfinci Scaldate abbondante olio di semi in una casseruola profonda. Con due cucchiai prelevate delle porzioni di impasto e fatele scivolare nell’olio caldo. Le sfinci devono cuocere lentamente per gonfiarsi bene e diventare dorate. Giratele durante la cottura per ottenere una doratura uniforme. Quando saranno gonfie e dorate, scolatele su carta assorbente. Farcire e decorare le sfinci di ricotta Una volta fredde, ricoprite le sfinci con una generosa quantità di crema di ricotta . Decorate con: scorza di arancia candita ciliegie candite granella di pistacchio Terminate con una spolverata di zucchero a velo. Consigli per sfinci perfette Usate ricotta di pecora , più saporita e cremosa. La ricotta deve essere ben asciutta , altrimenti la crema risulterà troppo liquida. Friggete poche sfinci alla volta per mantenere stabile la temperatura dell’olio.

  • IMPASTO PER PIZZA A LUNGA LIEVITAZIONE

    Questa non è la classica ricetta dello sfincione palermitano, ma una pizza a lunga lievitazione ispirata ai suoi sapori. L’impasto è quello di una pizza soffice e ben idratata, lavorata con pieghe e lasciata maturare per circa 12 ore, mentre il condimento riprende gli ingredienti tipici dello sfincione: cipolle stufate, pomodoro, acciughe, caciocavallo e origano. La cottura sulla pietra ollare nel forno di casa aiuta a ottenere una base più asciutta e una spinta di calore dal basso, ideale per una pizza alta e morbida ma ben cotta. Ingredienti Per l’impasto della pizza a lunga lievitazione 400 g farina 0 100 g semola rimacinata di grano duro 2 g lievito di birra fresco 10 g sale 15 g olio extravergine d’oliva 340–350 g acqua 5 g zucchero Per il condimento stile sfincione 600 g polpa di pomodoro 2 cipolle bianche grandi 10–12 filetti di acciughe 150 g caciocavallo a cubetti 30 g pangrattato 15 g caciocavallo grattugiato olio extravergine d’oliva sale un pizzico di zucchero origano secco Procedimento Preparare l’impasto della pizza Sciogli il lievito e lo zucchero nell’acqua a temperatura ambiente. In una ciotola mescola farina 0 e semola rimacinata. Versa poco alla volta l’acqua e inizia a lavorare con un cucchiaio fino a ottenere un impasto grezzo. Aggiungi l’olio e infine il sale, poi impasta brevemente fino a ottenere un impasto morbido. Copri la ciotola e lascia riposare 20 minuti. Pieghe di rinforzo Inizia la fase delle pieghe. Con le mani leggermente umide solleva un lato dell’impasto e ripiegalo verso il centro. Ruota la ciotola e ripeti l’operazione da tutti i lati. Esegui almeno tre cicli di pieghe ogni 20 minuti. Questo passaggio aiuta a sviluppare la struttura dell’impasto senza lavorarlo troppo. Terminata la fase delle pieghe, copri l’impasto e lascia lievitare circa 12 ore, fino al raddoppio. Preparare il condimento Affetta finemente le cipolle. Metti in padella con olio extravergine e mezzo bicchiere d’acqua e falle stufare lentamente finché diventano morbide. Quando l’acqua sarà evaporata lasciale soffriggere qualche minuto, poi aggiungi la polpa di pomodoro. Condisci con sale, pepe e un pizzico di zucchero. Lascia cuocere 10–15 minuti, poi spegni e lascia raffreddare. Preparare il forno e la pietra ollare Metti la pietra ollare nel forno freddo, nel ripiano più basso. Accendi il forno statico alla temperatura massima (250–270 °C) e lascia scaldare la pietra per 45–60 minuti. Questo passaggio è fondamentale per ottenere una base ben cotta. Stendere la pizza Stendi l’impasto su carta forno leggermente oliata formando una pizza alta circa 2–3 cm. Distribuisci sopra: acciughe spezzettate cubetti di caciocavallo il sugo di cipolle e pomodoro Lascia riposare la pizza circa 30 minuti. Cottura su pietra ollare Fai scivolare la pizza con tutta la carta forno direttamente sulla pietra ollare rovente. Cuoci 10–12 minuti nella parte bassa del forno. A questo punto sforna brevemente e aggiungi: pangrattato mescolato con il caciocavallo grattugiato un filo d’olio extravergine Rimetti in forno al centro e cuoci altri 8–10 minuti, finché la superficie è dorata. Finitura Sforna la pizza e completa con origano abbondante. Lascia riposare qualche minuto prima di tagliarla a quadrotti. Il risultato è una pizza soffice a lunga lievitazione con i sapori dello sfincione, perfetta da condividere.

  • Panini trifoglio soffici al burro

    I panini più virali del web (ma anche tra i più buoni) Negli ultimi mesi li avete visti ovunque online: i panini trifoglio , quelli con le tre cupolette sopra che sembrano un piccolo fiore. Il nome infatti arriva proprio da lì. Ogni panino è formato da tre palline di impasto che crescono insieme nello stampo e in forno diventano un panino morbido, dorato e lucido di burro. Sono i classici cloverleaf rolls americani , ma una volta provati capisci subito perché stanno facendo il giro del web:sono soffici, semplici da fare e uno tira l’altro . Io li porto in tavola al posto del pane, ma funzionano benissimo anche aperti e farciti con salumi, formaggi o semplicemente con un velo di burro quando sono ancora tiepidi. Ingredienti per 12 panini trifoglio 255 g farina 00 120 ml latte intero tiepido 7 g lievito di birra secco 25 g zucchero 85 g burro 1 uovo 5 g sale burro fuso per spennellare sale in fiocchi (facoltativo) Come preparare i panini trifoglio Attivare il lievito Versa il latte tiepido in una ciotola e aggiungi il lievito secco con un cucchiaino di zucchero . Mescola e lascia riposare 5 minuti .Se il lievito è attivo vedrai comparire una leggera schiumetta in superficie. Preparare l’impasto In una ciotola grande, o nella planetaria, unisci: farina zucchero restante sale Aggiungi il latte con il lievito e l’uovo e inizia a impastare. Lavora l’impasto per circa 5-10 minuti , finché diventa liscio e omogeneo. Aggiungere il burro Sciogli 60 g di burro e incorporalo poco alla volta all’impasto continuando a lavorarlo. All’inizio sembrerà scivolare nell’impasto, ma piano piano verrà assorbito. Continua a impastare finché l’impasto diventa: morbido elastico leggermente lucido. Formare i panini trifoglio Imburra uno stampo da muffin da 12 cavità . Prendi l’impasto e dividilo in 36 piccole palline da circa 14 g ciascuna . Sistema tre palline in ogni stampo . Durante la lievitazione e poi in forno cresceranno insieme formando il classico panino trifoglio con le tre cupolette. Copri con pellicola e lascia lievitare 45-60 minuti , finché l’impasto sarà gonfio e soffice. Cottura Scalda il forno a 190°C . Spennella delicatamente i panini con burro fuso e inforna per 10-12 minuti , finché diventano dorati in superficie . Appena sfornati spennellali ancora con un po’ di burro e, se ti piace il contrasto, aggiungi un pizzico di sale in fiocchi . Come servire i panini trifoglio La cosa bella di questi panini è che si staccano facilmente : basta prendere una delle tre palline e il panino si apre da solo. Sono perfetti: al posto del pane a tavola per brunch e aperitivi con salumi e formaggi oppure semplicemente con burro e marmellata . E sì, avviso: uno tira l’altro.

  • Linguine cremose limone, basilico e carciofi arrosto

    (ricetta facile, senza panna, super comfort) Le linguine ai carciofi diventano irresistibili quando le abbini al profumo del limone e a una crema di formaggio vellutata. Questa è una ricetta di linguine cremose senza panna, dove la cremosità nasce dalla mantecatura e dall’amido della pasta. Perfetta per chi cerca una pasta ai carciofi cremosa e saporita, ma equilibrata. Ingredienti (4 persone) 320 g linguine 4 carciofi 80 g Parmigiano Reggiano grattugiato fine 1 limone non trattato (scorza + pochissimo succo) Basilico fresco q.b. 1 spicchio d’aglio Olio extravergine d’oliva q.b. Sale e pepe nero q.b. Procedimento 1️⃣ Carciofi arrosto Pulisci i carciofi, tagliali a spicchi e condiscili con olio, sale e pepe. Disponili su una teglia e cuoci a 200°C per 25–30 minuti finché dorati e leggermente croccanti. Negli ultimi minuti puoi aggiungere uno spicchio d’aglio schiacciato. 👉 Il forno concentra il sapore e rende il piatto più deciso. 2️⃣ Cottura delle linguine Cuoci le linguine in abbondante acqua salata. Prima di scolarle, conserva almeno 2 mestoli di acqua di cottura: è lei che farà la crema. 3️⃣ La cremosità senza panna In una padella ampia scalda un filo d’olio e aggiungi la scorza di limone grattugiata (solo parte gialla, fuoco dolce). Scola le linguine al dente e trasferiscile in padella. Unisci i carciofi arrosto. Ora spegni il fuoco. Aggiungi: Parmigiano grattugiato Un mestolo di acqua di cottura calda Mescola energicamente. Aggiungi altra acqua poco alla volta finché si forma una crema liscia, lucida, che avvolge le linguine. ⚠️ Il segreto: il fuoco deve essere spento o bassissimo, altrimenti il formaggio si separa. 4️⃣ Finitura Basilico spezzato a mano, pepe nero macinato fresco. Se vuoi, pochissime gocce di succo di limone alla fine. Consigli per una pasta perfetta Il Parmigiano deve essere grattugiato molto fine. L’acqua di cottura deve essere ricca di amido (non lesinare sul sale ma nemmeno sull’acqua). La mantecatura va fatta con pazienza: è lì che nasce la cremosità naturale.

  • Spaghetti rossi con alici e muddrica atturrata

    Ricetta siciliana di casa, come la faceva mia mamma Introduzione Questa è una ricetta che nasce dal mercato .Ogni mercoledì , a Canicattì , mia mamma esce di casa con una lista corta e le idee chiarissime: pesce fresco, verdura di stagione e poco altro.Le alici tornano spesso con lei. Sono sempre state uno dei nostri pesci preferiti, semplici, buone, sincere. Gli spaghetti rossi con alici e muddrica atturrata sono uno di quei piatti che profumano di metà settimana, di cucina già calda a mezzogiorno, di cose fatte senza pensarci troppo ma fatte bene. Ingredienti per 4 persone 400 g di spaghetti 300 g di alici fresche, pulite e diliscate 400 g di pomodori pelati o passata rustica 1 cipolla piccola 1 spicchio d’aglio Olio extravergine d’oliva q.b. Sale e pepe q.b. Prezzemolo fresco Per la muddrica atturrata 80 g di pangrattato Olio extravergine d’oliva Scorza di limone non trattato (facoltativa) Come li preparava mia mamma 1. Il sugo In una padella larga, mia mamma faceva andare piano olio, aglio e cipolla tritati fini.Quando la cipolla diventava trasparente, aggiungeva le alici e le lasciava sciogliere dolcemente, senza fretta. Poi arrivava il pomodoro , un pizzico di sale e pepe, e il sugo cuoceva una quindicina di minuti. Doveva restare semplice, senza coprire il sapore del pesce. 2. La muddrica atturrata In un’altra padella, un filo d’olio e il pangrattato .Si mescola finché diventa dorato e profumato: questa è la muddrica, il tocco finale che in Sicilia sostituisce il formaggio.A volte, una grattugiata di scorza di limone, giusto per dare freschezza. 3. La pasta Gli spaghetti si scolano al dente direttamente nel sugo e si saltano un minuto in padella, con un po’ della loro acqua. Nel piatto, tanta muddrica sopra e una manciata di prezzemolo. Consigli di casa Usa alici freschissime , comprate al mercato se puoi. La cipolla deve sciogliersi, non soffriggere forte. La muddrica va aggiunta all’ultimo, così resta croccante. Perché è una vera ricetta siciliana Perché nasce da un’abitudine.Dal mercoledì di mercato , da una mamma che cucina quello che trova fresco, da una cucina che non spreca e non complica.È uno di quei piatti che non cercano applausi, ma restano nella memoria .

  • Polpettine di carciofi e patate con cuore filante

    Le polpettine di carciofi e patate sono una ricetta semplice e di recupero, perfetta quando in frigo ci sono pochi ingredienti ma la voglia di qualcosa di buono non manca.Croccanti fuori, morbide dentro e con un cuore filante di caciocavallo , sono ideali per un aperitivo fatto in casa , un antipasto o un buffet informale. Una di quelle ricette che nascono quasi per caso e finiscono sempre troppo in fretta. Ingredienti (per circa 20 polpettine) 4 carciofi medi 1 patata media 80 g di caciocavallo (a cubetti) 1 uovo 60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 80 g circa di pangrattato (più quello per la panatura) Prezzemolo fresco tritato Sale e pepe Olio extravergine d’oliva Olio di semi per friggere Procedimento Pulisci i carciofi , elimina le foglie esterne più dure, tagliali e tienili in acqua acidulata. In una padella scalda un filo d’olio extravergine e rosola i carciofi finché risultano morbidi e ben insaporiti. Regola di sale. Lessa la patata, sbucciala e aggiungila ai carciofi. Frulla carciofi e patata fino a ottenere un composto omogeneo. Trasferisci il composto in una ciotola e aggiungi uovo, Parmigiano, prezzemolo, sale, pepe e pangrattato quanto basta per ottenere un impasto morbido ma lavorabile. Forma delle polpettine , inserendo al centro un cubetto di caciocavallo. Passa le polpettine nel pangrattato , premendo leggermente per una panatura uniforme. Scalda abbondante olio di semi e friggi le polpettine fino a doratura. Scolale su carta assorbente e servile calde. Consigli Il pangrattato serve sia nell’impasto che per la panatura : regolalo in base all’umidità dei carciofi. Per una versione più leggera puoi cuocerle in forno a 180°C per 20–25 minuti , irrorandole con un filo d’olio. Ottime anche preparate in anticipo e scaldate poco prima di servirle. Quando servirle Perfette per un aperitivo improvvisato , come antipasto o per un buffet tra amici.Semplici, senza pensarci troppo, ma sempre efficaci.

  • Aquardens: benessere, terme e food experience nel cuore della Valpolicella

    Quando si parla di Aquardens , il pensiero va subito all’acqua termale, al relax e ai rituali di benessere. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Aquardens è un luogo dove l’esperienza è pensata in modo completo: corpo, mente e gusto. Siamo a pochi chilometri da Verona , immersi nel paesaggio della Valpolicella , in quello che è considerato il parco termale più grande d’Italia. Un luogo che riesce a unire dimensione, qualità e una visione moderna del benessere. Aquardens: il parco termale più grande d’Italia Aquardens si sviluppa su un’area vastissima, con piscine interne ed esterne, grotte, cascate, fiume termale e zone dedicate al relax. L’acqua che sgorga naturalmente è salso-bromo-iodica, ricca di minerali, microbiologicamente pura e con una temperatura che arriva a circa 47°C. Le sue proprietà, riconosciute dal Ministero della Salute, contribuiscono a favorire un’azione antinfiammatoria, antisettica e antiedemigena. Accanto alle vasche, l’area saune propone percorsi e rituali come l’Aufguss, guidati da maestri specializzati: momenti intensi, avvolgenti, che trasformano la sauna in una vera esperienza sensoriale. Mangiare ad Aquardens: quando il cibo fa parte del benessere Una delle sorprese più belle di Aquardens è senza dubbio la proposta food. Qui il cibo non è un semplice intervallo tra un bagno e l’altro, ma una parte integrante dell’esperienza. I punti ristoro sono diversi e pensati per esigenze differenti: pool bar per uno snack o un cocktail in acqua, ristoranti per una pausa pranzo veloce, fino a una proposta più gourmet, curata e di sostanza. La mia pausa pranzo si è trasformata in un momento di piacere inaspettato: cocktail – anche analcolici – studiati con precisione, equilibrati e mai invadenti. Poi il sushi, affidato a un sushi master che lavora con attenzione su equilibrio e pulizia dei sapori: roll ben costruiti, materie prime selezionate, niente eccessi. A completare il percorso, ostriche e capesante, servite con leggerezza e intelligenza. Piatti che raccontano ricerca, selezione e rispetto dell’ingrediente. Il tocco in più: gli infusi Ferri dal 1905 Quello che rende davvero speciale l’esperienza gastronomica di Aquardens è l’attenzione agli abbinamenti. Qui entrano in gioco le miscele di infusi firmate Ferri dal 1905 , una storica realtà veronese che da oltre un secolo lavora su erbe, spezie e botaniche di altissima qualità. L’abbinamento tra piatti e infusi è pensato per accompagnare il cibo senza appesantire, restando coerente con l’idea di benessere che attraversa tutto il parco. Una scelta raffinata, mai scontata, che dimostra come anche un dettaglio apparentemente semplice possa fare la differenza nell’esperienza complessiva. Aquardens: un’esperienza che va oltre le terme Aquardens non è solo un luogo dove rilassarsi nell’acqua calda. È uno spazio dove tutto dialoga: l’acqua, il calore, il cibo, le bevande, il tempo che rallenta. Che si venga per una giornata di relax, per un rituale sauna o semplicemente per concedersi una pausa diversa dal solito, Aquardens riesce a trasformare ogni momento in un viaggio. Un viaggio che cura il corpo, alleggerisce la testa e – grazie a una proposta food sorprendente e agli infusi Ferri dal 1905 – regala anche grandi soddisfazioni a tavola.

  • Corso assaggiatore di Parmigiano Reggiano: la mia esperienza (1° livello)

    Fare un corso da assaggiatore di Parmigiano Reggiano di primo livello non è solo studiare un formaggio: è imparare a leggerlo, capirlo e rispettarlo. Per me è stata un’esperienza intensa, formativa e – lo dico senza giri di parole – bellissima, tanto da spingermi subito a decidere di iscrivermi al secondo livello. Perché ho scelto di fare il corso da assaggiatore di Parmigiano Reggiano Il Parmigiano Reggiano è un ingrediente che uso spesso in cucina e che racconto da anni. Ma mangiarlo non basta: volevo assaggiarlo davvero, con consapevolezza. Il corso di primo livello organizzato da Assaggiatori Parmigiano Reggiano nasce proprio con questo obiettivo: formare assaggiatori capaci di riconoscere qualità, stagionature e caratteristiche sensoriali di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. È un percorso pensato sia per appassionati che per professionisti del settore food, strutturato in modo chiaro e accessibile, ma mai superficiale. Come si svolge il corso di primo livello Il corso è articolato in più incontri e si svolge in diverse città italiane, tra cui anche Milano, rendendolo facilmente accessibile. Durante le lezioni si affrontano: la materia prima: il latte e il suo legame con il territorio il processo produttivo del Parmigiano Reggiano le fasi di stagionatura l’analisi sensoriale guidata l’uso della scheda di assaggio ufficiale La parte centrale è l’assaggio comparato: Parmigiano Reggiano di stagionature diverse, osservato, rotto, annusato e infine assaggiato. Qui succede la magia: inizi a capire davvero cosa stai mangiando. Cosa ho imparato davvero La cosa più importante che mi ha lasciato questo corso non è una nozione tecnica, ma un metodo. Ho imparato che assaggiare non è giudicare, ma ascoltare. Che un Parmigiano giovane e uno molto stagionato non sono “meglio o peggio”, ma diversi, e vanno capiti. Che dietro ogni scaglia c’è un equilibrio preciso tra dolcezza, sapidità, struttura e profumi. E soprattutto ho imparato a spiegare perché un Parmigiano funziona meglio di un altro in una ricetta, su un tagliere o da solo, mangiato lentamente. La mia esperienza personale Ho amato questo corso perché è concreto, serio e privo di fronzoli. Si assaggia tanto, si discute, si sbaglia e si impara. Il confronto con i docenti e con gli altri corsisti è continuo e stimolante. Alla fine del percorso mi sono reso conto che il mio modo di guardare il Parmigiano Reggiano era cambiato. Non solo come ingrediente, ma come prodotto culturale, agricolo e umano. Ed è proprio per questo che mi iscriverò al secondo livello: perché sento di aver appena aperto una porta. E quando una cosa ti appassiona davvero, fermarsi non è un’opzione. Perché consiglio il corso da assaggiatore di Parmigiano Reggiano Consiglio questo corso a chi ama mangiare bene, a chi cucina, a chi racconta il cibo e a chi è semplicemente curioso. Perché studiare non toglie piacere all’assaggio: lo moltiplica. Oggi, quando porto in tavola il Parmigiano Reggiano, so che ogni morso ha una storia precisa. E raccontarla, adesso, è ancora più bello.

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